Crypto

•giugno 16, 2011 • Lascia un commento

Crypto

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Crypto (titolo originale in lingua inglese: Digital fortress) è il primo romanzo thriller dello scrittore Dan Brown, scritto nel 1998 e pubblicato in Italia il 27 giugno 2006.

Trama

La brillante mente matematica Susan Fletcher, responsabile della divisione di crittologia della National Security Agency viene convocata con urgenza dal comandante Strathmore. Collocato in una sala di massima sicurezza, un sofisticatissimo strumento informatico denominato TRANSLTR, che si occupa di decodificare qualunque testo cifrato in brevissimo tempo, è alle prese con un algoritmo ricorsivo che non riesce a forzare. Sono molto poche le persone che sanno dell’esistenza di questa macchina creata allo scopo di contrastare le minacce di terroristi e che è in grado di controllare la posta elettronica di qualunque persona. Il misterioso ed inviolabile codice con cui è alle prese ha ben presto un nome: Fortezza Digitale. È stato creato dal giapponese Ensei Tankado, ex matematico della NSA, portatore di handicap sin dalla nascita a causa del disastro atomico di Hiroshima e strenuo sostenitore della privacy dei cittadini minacciata da TRANSLTR. Da qui la sua decisione di intralciare l’operato della NSA e la minaccia di permettere a chiunque di scaricarlo da internet con la conseguenza di consentire a criminali e a terroristi di agire indisturbati. Ma la sopravvenuta e alquanto strana morte di Tankado scatena una caccia alla chiave che consente di espugnare il codice. Sarà Susan insieme all’uomo che ama, David Becker, a cercare di venire fuori da questa terribile situazione tra omicidi, tradimenti e corse estenuanti.

Personaggi principali

• Susan Fletcher: Capo del dipartimento di crittologia dell’National Security Agency (NSA)
• David Becker: Fidanzato di Susan, professore universitario esperto di linguistica
• Comandante Trevor Strathmore: Vicedirettore dell’NSA e capo di Crypto
• Ensei Tankado: Ex-crittologo giapponese dell’NSA, creatore di Fortezza Digitale e potente nemico dell’NSA
• North Dakota: Aiutante di Tankado dall’identità sconosciuta, poi si scopre essere Tankado stesso
• Greg Hale: Crittografo dell’NSA, ex membro del Corpo dei Marines
• Leland Fontaine: Direttore dell’NSA
• Midge Milken: Analista della sicurezza interna dell’NSA
• Hulohot: Esperto assassino portoghese che lavora in Europa, responsabile dell’assassinio di Tankado e mandato da Strathmore
• Chad Brinkerhoff: Responsabile dell’ufficio del direttore
• Phil Chartrukian: Membro della Sys-Sec, un tecnico al servizio dei crittologi.
• Tokugen Numataka: Uomo d’affari giapponese
• Jabba: Esperto nella sicurezza dei computer e creatore di Gauntlet, il sistema che protegge Crypto dai virus, responsabile della sicurezza dell’NSA.

Critiche ed errori presenti in Crypto

Dan Brown premette, all’inizio del libro, che tutto ciò che ha esposto nel romanzo è completamente inventato, a differenza di quanto fatto per il Codice Da Vinci o per Angeli e Demoni in cui scrisse nella pagina iniziale che “tutte le descrizioni di opere d’arte corrispondono a verità”. Tuttavia, è possibile riscontrare numerosi errori, incongruenze e stravolgimenti degni di nota all’interno del romanzo.

• Tutto il libro ruota attorno ad un cifrario “indecifrabile”, che se reso pubblico metterebbe in pericolo la sicurezza nazionale degli Stati Uniti. I protagonisti parlano più volte di un principio (principio di Bergowsky) il quale afferma che non può esistere un codice di questo tipo. In realtà un cifrario indecifrabile senza chiave esiste e si tratta del cosiddetto Cifrario perfetto o Cifrario di Vernam. Ciò che non esiste è il Principio di Bergofsky.
• Il piano del comandante Strathmore di sostituire la copia di Fortezza Digitale presente in internet con una da lui modificata, è del tutto incongruente. Infatti, la copia originale, così come il libro riporta, è già stata scaricata da tantissime persone (perché già resa di dominio pubblico) e quindi, con la pubblicazione della pass-key, tutti avrebbero aperto e utilizzato l’algoritmo originale e non quello creato da Strathmore. Inoltre, a metà del romanzo, esso afferma più volte a Susan, la sua crittologa, che era felice che venisse diffusa la pass-key perché così tutti avrebbero aperto l’algoritmo da lui creato; ma in realtà tutti avrebbero aperto l’altro algoritmo che era già di dominio pubblico e del quale tutti avevano una copia nel proprio PC. Dunque il comandante Strathmore avrebbe cercato in tutti i modi di trovare una chiave che sarebbe stata servita per decrittare un algoritmo, che invece si scoprirà essere un virus crittato, che poi lui avrebbe voluto cambiare per poi diffonderlo, non si sa in quale modo, al mondo. Tra l’altro per fare ciò dovrà assumere un insegnante universitario, una crittologa e un killer professionista.
• Molti spagnoli si sono lamentati della descrizione che l’autore fa del loro paese, dipinto da Dan Brown come un paese sottosviluppato con numerosi problemi come la prostituzione, soprattutto nella polizia e l’impunità dopo gli omicidi. Nonostante le premesse, non si può dipingere un paese in un modo talmente lontano dalla realtà a tal punto da rappresentare il corpo della polizia spagnola come un insieme uguale di persone legate dalla singola particolarità di servirsi della prostituzione, tra l’altro illegale in Spagna. Infatti, Rocio, una prostituta di una compagnia di Siviglia, quando parla con David Becker, l’insegnante universitario mandato da Strathmore e che faceva finta di essere uno della Guardia Civil di Siviglia, gli dice subito che non poteva essere uno di quelli perché lei afferma che conosceva tutti i poliziotti della città in quanto suoi migliori clienti, nonostante la prostituzione sia severamente vietata in Spagna. In questo modo raffigura la Spagna anche come un paese privo di spirito e di rispetto verso la vita umana, contrario di quello che predica la religione cristiano-cattolica, praticata maggiormente in Spagna e contestata duramente da Dan Brown.
• In questo libro l’autore afferma che la rete di internet nasce negli Stati Uniti, contraddicendo così ciò che scriverà in Angeli e demoni e, cioè, che era nata al CERN, in Svizzera. La verità sta nel mezzo: Arpanet nacque negli stati uniti, DCA e Arpa il 17 ottobre 1980 crearono a internet come unione di reti interconnesse tramite i protocolli TCP e IP, mentre al CERN nacque il World Wide Web.
• “Senza cera” è il criptico codice che David scrive continuamente a piè pagina nei messaggi che lascia alla sua amata: esso viene svelato solo alla fine e attribuito a fantomatici scultori rinascimentali spagnoli che sostituivano con cera alcune parti che avrebbero dovuto essere, altrimenti, marmoree (attribuendo così l’origine della parola alla lingua spagnola). Sull’etimologia del termine Senza cera, per la verità, esistono altre più fondate ipotesi, come quella che considera il legame con la parola sincero.
• Nel libro viene fatta la seguente citazione: “La bomba atomica sganciata su Nagasaki era a base di uranio, e non di plutonio, diversamente da com’è credenza diffusa”. In realtà la bomba di Nagasaki era effettivamente a base di plutonio.
• Altri fatti sembrano inverosimili, come la creazione e il mantenimento di una struttura mastodontica come TRANSLTR.

Curiosità

• Alla fine del romanzo in lingua inglese appare una serie di numeri, che sembra essere un codice segreto:
128-10-93-85-10-128-98-112-6-6-25-126-39-1-68-78.
Può essere decifrato prendendo la lettera iniziale dei corrispondenti capitoli, ottenendo così: WECGEWHYAAIORTNU.
Per decifrare questa serie di lettere bisogna utilizzare il metodo dei “quadrati di Cesare”, descritto nel romanzo (in realtà il vero e proprio cifrario di Cesare si basava su un meccanismo diverso). Per risolverlo bisogna disporre il testo in quattro righe di quattro lettere: WECG – EWHY – AAIO – RTNU.
Leggendolo dall’alto verso il basso si ottiene: WEAREWATCHINGYOU.
Aggiungendo gli spazi si ottiene: We are watching you («Noi ti stiamo osservando»). Questo è un esplicito riferimento al sistema di sorveglianza dell’NSA.
La stessa cosa succede con l’edizione in lingua francese: il codice segreto è 113-19-5-28-5-53-66-113-76-19-128-10-92-15-19-128 e la parola che si ottiene è VEOROTBVUESESSES a cui aggiungendo gli spazi si arriva a Vous êtes observés.
• Come già citato nella prima, David usa le parole “senza cera” per dire sinceramente; la stessa espressione e relativa spiegazione viene usata di nuovo da Dan Brown nel romanzo Il simbolo perduto pubblicato nove anni dopo.
• Quando viene descritto il personaggio di Ensei Tankado, si dice che egli è nato “diciannove anni dopo” lo sgancio delle bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki, ossia nel 1964; più tardi, viene detto che Tankado è morto a trentadue anni. Ciò indica che le vicende narrate nel libro si svolgono nel 1996.

La verità del ghiaccio

•giugno 16, 2011 • Lascia un commento

La verità del ghiaccio

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La verità del ghiaccio (Deception Point) è il terzo romanzo giallo dello scrittore Dan Brown, scritto nel 2001 e pubblicato in Italia nell’ottobre 2005.
Edito dalla Mondadori, ha 133 capitoli (compresi introduzione ed epilogo) e 535 pagine.
È ispirato alla vicenda del meteorite ALH 84001, espressamente citato all’inizio del romanzo.

Trama

In questo thriller politico Dan Brown mette in scena un eccezionale ritrovamento da parte della NASA, un meteorite, nella banchisa artica, che conterrebbe prove inconfutabili della vita extraterrestre.
Questo eccezionale ritrovamento avviene proprio a pochi mesi dalle elezioni presidenziali, ed è un’arma potente nelle mani del presidente in carica, Zach Herney, che rischia di non essere rieletto a causa dei continui fallimenti dell’agenzia spaziale americana. Il suo avversario, il senatore Sedgewick Sexton, punta invece ad una politica anti-NASA volta a favorire le agenzie spaziali private.
Prima che la notizia del ritrovamento venga resa pubblica, il presidente invia un gruppo di scienziati, quali Michael Tolland e Corky Marlinson, ad indagare, e con essi invia anche un’agente del National Reconnaissance Organisation, Rachel Sexton, figlia del senatore.
Gli scienziati pensano di trovarsi davanti ad una truffa, e appena iniziano a sospettare vengono presi di mira da una terribile squadra di killer. In un’epica fuga, Michael Tolland, Rachel Sexton e gli altri cercano di trovare le prove definitive dell’inganno ordito dalla NASA, nel quale sospettano sia coinvolto anche il presidente, che annuncia in una conferenza il ritrovamento.

Quorum vicino: affluenza oltre il 41%­

•giugno 13, 2011 • Lascia un commento

Alle 22 si conferma il trend positivo per i referendari e il quorum sembra a portata di mano, voto all’estero a parte, il cui scrutinio con l’indicazione dell’ affluenza comincia domani.

La sfida per raggiungere il quorum è quindi sempre piu’ aperta e nel centrosinistra aumenta l’ ottimismo per l’andamento dell’affluenza che alle 12 era quasi al 12%, alle 19 era al 30% e alle 22 è superiore al 41%.

Nel dettaglio, questa l’affluenza alle 22 per i 4 quesiti: Servizi pubblici locali 41,14%; tariffe per l’acqua 41,14%; nucleare 41,11%; legittimo impedimento 41,11%.

I dati della giornata per Pd e Idv hanno il sapore della vittoria quasi raggiunta e comunque indicano che l’invito a disertare le urne e’ stato disatteso per almeno la meta’ degli votanti. “E’ come la scalata del K2, ma vedo già la vetta. Ce la possiamo fare tutti insieme”, commenta Antonio Di Pietro.

Il Pd con il responsabile Organizzazione Nico Stumpo commenta: “l’affluenza e’ alta e il quorum e’ ormai vicino. Comunque gia’ dalla mattina il Pd segnalava la possibilita’ di farcela perche’ si segnalava che, in base alla consultazione degli archivi del Viminale, qualunque sia stato il quesito referendario ed il tipo di referendum, quando gia’ la prima rilevazione dell’affluenza alle urne è stata a due cifre, come nel caso di oggi, si è sempre raggiunto il quorum”.

Intanto tra le forze di opposizione sono Idv e Sel a commentare con maggior solerzia l’andamento delle votazioni: Leoluca Orlando definisce oggi e domani “giornate importantissime per la democrazia ‘ e Nichi Vendola vede a portata di mano una vittoria che consenta di “uscire dal berlusconismo”.

Nel campo del centrodestra, a rompere il silenzio elettorale ‚ stato Umberto Bossi che a Lesa, in provincia di Novara, ha detto che “questi referendum sono un imbroglio” e ha espresso la speranza che “la gente non vada a votare”. Di fronte alla possibilità che il quorum venga raggiunto, il leader del Carroccio ha sostenuto che “Berlusconi ha perso la capacità di comunicare in televisione”. “Questa è la semplice verità e la gente è caduta in trappola”, ha aggiunto.

“L’invito di Bossi a non andare a votare, a urne aperte, è l’ennesimo schiaffo alla democrazia, e l’ennesimo autogol della maggioranza che indegnamente governa questo paese”, protesta il presidente dei senatori dell’Idv Felice Belisario.

In giornata, oltre al presidente della Repubblica che si è recato ai seggi alle 11, hanno votato anche Pierluigi Bersani, Antonio Di Pietro e Pierferdinando Casini mentre le urne sono state disertate da molti leader del centrodestra ma non da altri esponenti della maggioranza che hanno trasmesso l’idea di un voto in ordine sparso. In mattina, per esempio, ha votato il presidente del Veneto Luca Zaia che ha espresso quattro sì compreso quello, più inviso al premier, sul legittimo impedimento.

“Se riguardasse me preferirei avere una corsia preferenziale che sveltisse ogni procedimento. Non ritengo giusto – ha spiegato l’esponente del Carroccio – che chi amministra resti con la spada di Damocle di qualche avviso di garanzia per poi avere dopo anni l’assoluzione con formula piena”.

Un’osservazione che è piaciuta alla governatrice del Lazio. “Penso che ciascuno di noi abbia il diritto e il dovere di avere un processo veloce. Anche io chiaramente mi ci sottoporrei rapidamente”, ha detto all’uscita del seggio Renata Polverini che ha votato tre s e un no. Un altro esponente del centrodestra che non ha seguito il consiglio di non votare è stato il sindaco di Roma. “Ho votato esercitando la mia autonomia”, ha detto Gianni Alemanno che ha votato solo il quesito sul nucleare.

Hello world!

•giugno 13, 2011 • 1 commento

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